Rinascimento Pinerolese

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PREMESSA

Il documento si pone come ideale continuazione del tema affrontato nel recente convegno " Pinerolo e la classe dirigente pinerolese".

Il suo obiettivo è di contribuire al dibattito politico sul futuro del pinerolese, tema quanto mai attuale alla luce della nascita della Città Metropolitana ed ancor più in vista delle prossime elezioni per il rinnovo dell'Amministrazione comunale di Pinerolo. Vorremo, con queste note, offrire proposte ed argomenti di riflessione agli amministratori locali ed alla società civile pinerolese in vista di un rilancio dell'intero territorio.

IL QUADRO GENERALE

E' in atto nel paese una profonda trasformazione dell'architettura istituzionale. Sono state approvate una prima tranche di misure sulla Pubblica Amministrazione, la Legge elettorale ed è attualmente in discussione la riforma del Senato. Si dovrà procedere con la riforma del Titolo Quinto della Costituzione per dipanare i mille equivoci sulle materie concorrenti. Avremo così Parlamento, Regioni e Comuni eletti direttamente e Senato, Città Metropolitane e Provincie con elezioni di secondo grado. Questa visione riporta al centro della vita politico/amministrativa italiana i Comuni, nella logica però della riduzione del loro numero attraverso le fusioni e la messa in rete dei servizi con le Unioni.

Dal gennaio 2015 sono operative le Città Metropolitane che sono il cuore del paese, vere e proprie aree strategiche dove sono attivi i maggiori centri di ricerca e le principali Università, si concentrano le attività produttive, dei servizi e del terziario avanzato, si crea la quota maggiore del PIL e si conferma, per dirla con una felice definizione di Aldo Bonomi, "il ruolo che i poli metropolitani vanno assumendo in Europa e nel mondo, non solo quali centri direzionali dello sviluppo economico ma anche come laboratori sociali, politici e culturali".

Tra le aree metropolitane italiane individuate, quella torinese è la più estesa con i suoi 6.830 Km quadrati e quasi 2.300.000 di abitanti, con il maggior numero di Comuni, ben 315, dei quali 135 con meno di 5.000 abitanti e 119 con meno di 1.000. Con l'introduzione delle Città Metropolitane nel nostro ordinamento istituzionale, cambia radicalmente il quadro politico/amministrativo e l'orizzonte si allarga ad una competizione tra territori. Il rischio che la Città Metropolitana fosse schiacciata da un

ruolo preponderante di Torino si è stemperato con l'istituzione delle undici "Aree Omogenee" individuate; Avigliana-Susa, Beinasco-Orbassano, Chieri, Chivasso, Ciriè-Lanzo, Collegno, Cuorgnè-Rivarolo, Ivrea-Strambino, Pinerolo e Settimo. L'Area del pinerolese con i suoi 45 Comuni ed oltre 132.000 abitanti, ha nella dimensione e nell'omogeneità territoriale due punti di forza, ma deve superare le storiche debolezze della scarsa capacità politica di rappresentanza e di una insufficiente progettualità. Rappresentanza politica e progettualità sono ancor più decisive alla luce dell'introduzione all'interno della Legge 56 dell'obbligo della Pianificazione Strategica che si sostanzia nella redazione del "Piano Strategico triennale". Lo Statuto della Città Metropolitana, al riguardo, recita all'Art. 7 "Il Piano è l'atto di indirizzo e di programmazione per lo sviluppo sociale, economico ed ambientale del territorio metropolitano, nonchè per l'esercizio della funzioni dei Comuni e delle Unioni di Comuni, anche nell'esercizio di funzioni delegate o attribuite dalla Regione". Ed al comma 3): "Il Piano Strategico definisce gli obiettivi generali, settoriali e trasversali di sviluppo per l'area metropolitana, individua le priorità di intervento, le risorse necessarie al loro perseguimento, i tempi e il metodo di attuazione, nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale". Dunque, il concetto di programmazione e governo del territorio diventa il cardine delle politiche di sviluppo. Tutto ciò, accentua ancor più l'esigenza che il pinerolese ragioni in via prioritaria su questi temi per arrivare a dotarsi di un proprio "Piano Strategico di Area Omogenea" che vada ad incardinarsi, con una chiara e forte visione prospettica del nostro territorio, in quello della Città Metropolitana.

Questo comporta una diversa assunzione di responsabilità e quindi di ruolo per Pinerolo che deve diventare a tutti gli effetti "Citta' capofila", luogo di sintesi delle politiche dell'Area Omogenea e terminale della rappresentanza politica. La capacità di saperlo interpretare al meglio, comporterà la differenza tra un futuro di sviluppo o una progressiva ed inesorabile marginalità.

Con l'avvicinarsi delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale di Pinerolo, e' necessario elaborare un progetto di governo sovracomunale del territorio senza ulteriori rinvii e ritardi.

Le strade dello sviluppo locale vanno sempre piu' coordinate e rese compatibili, perché e' semplicemente impensabile elaborare le singole politiche di sviluppo locale prescindendo da cio' che capita realmente nel Comune prossimo al tuo. Sviluppo industriale, decollo del turismo, crescita dei servizi, poli culturali, gestione del territorio, politiche assistenziali e sanitarie, coordinamento delle manifestazioni e via discorrendo richiedono, ormai, una comune "regia politica ed operativa". Questa e', e sara', la vera sfida politica del pinerolese, perchè questo territorio si salva solo se ragiona "insieme" superando definitivamente la progettualita' singola e, di conseguenza, divisiva, perchè un territorio non si inventa ma si governa e si rilancia partendo dalle sue peculiarità.

Per centrare questi obiettivi, è indispensabile una classe dirigente - naturalmente non solo quella politica ed amministrativa - forte, radicata, autorevole e di qualità'. Nessun istinto rivoluzionario o fanciullescamente nuovista e non solo una battaglia del potere per il potere. I posizionamenti tattici, le furbizie regolamentari, le manovre legate agli organigrammi devono cedere inesorabilmente il passo alla politica, ai progetti e ad una nuova "stagione costituente" per il nostro territorio. Lo potremmo definire un "rinascimento pinerolese". Per questo e' necessaria una classe dirigente che sappia legare l'esperienza con la novita', la saggezza con la disponibilita' al cambiamento e all'innovazione, senza la quale rischiamo di essere condannati all'isolamento, alla marginalità ed alla sola conservazione. Sarebbe una sconfitta di tutti e per tutti. Non ce lo possiamo permettere. A partire, come ovvio, dal prossimo rinnovo del Consiglio Comunale della Citta' capofila del territorio, Pinerolo. Con un obiettivo preciso: rendere piu' forte e competitivo il pinerolese, perchè l'alternativa e' tra giocare un ruolo protagonistico o limitarsi a svolgere un'azione puramente testimoniale.

Dunque, una proposta politica e programmatica che non ha risvolti di potere ne' persegue un disegno di banale occupazione delle istituzioni. Al contrario, una sfida politica che coinvolge tutti. Nessuno escluso. O sapremo uscire tutti insieme dalla crisi o saremo destinati a continuare a giocare una partita di allenamento in attesa che il Campionato inizi. Ma solo per gli altri.

QUALCHE PROPOSTA

Pinerolo "Capitale" dell'Area Omogenea

Con il rinnovo dell’Amministrazione comunale di Pinerolo c’è la concreta possibilità di dar vita ad un governo territoriale “sovracomunale”. Nel nuovo ordinamento istituzionale, Pinerolo è la "Capitale" dell’Area Omogenea pinerolese e pertanto, diventa conseguente che anche la dimensione amministrativa della Città si apra alla nuova stagione politica, individuando una delega specifica all'Area Omogenea metropolitana nella Giunta di Pinerolo, da affidare ad un profilo che rappresenti l'espressione coesa di tutto il pinerolese e capace di coinvolgere le migliori energie disponibili ad investire per la Città ed il suo territorio in un’ottica “metropolitana”.

Le Unioni dei Comuni: ruolo decisivo per il territorio

In questo contesto, il ruolo delle Unioni tra i Comuni del pinerolese assume una valenza fondamentale ai fini del progetto di rilancio e di sviluppo del territorio che non può prescindere dalla messa in rete dei servizi e dal coordinamento delle politiche in senso sovracomunale. D’ora in poi, è richiesta in modo quasi imperativo una “sinergia” progettuale e una “concertazione” politica/amministrativa capace, su vasta scala, di mettere in campo una forte, visibile e qualificata iniziativa politica.

Il "Piano Strategico" del pinerolese, un impegno inderogabile

Pinerolo come Città capitale dell'Area Omogenea deve promuovere la redazione del Piano Strategico triennale di Area. Il processo deve partire da un'ampia consultazione dei territori e di tutte le realtà che vi operano per raccogliere bisogni, proposte, idee, progetti, attraverso una grande operazione di condivisione e di unità di intenti. La Città dovrà individuare una "cabina di regia" che governi e coordini il progetto mutuando, ad esempio, l'esperienza acquisita con i Patti Territoriali e con l'organizzazione, per il nostro territorio, dei Giochi Olimpici di Torino 2006. Gli strumenti operativi dovranno essere individuati in soggetti che già operano sul territorio e che rappresentano un patrimonio consolidato di energie ed esperienze, sia individuali che collettive.